Spettacoli

Spettacoli di produzione Munedaiko

Ronin – L’Onda senza Riva

Uno spettacolo di grande impatto scenico e sonoro, interpretato dalla formazione completa di Munedaiko con 8 artisti in scena.

SINTASSI:
Nel Giappone antico, essere un Ronin 浪⼈ significava vivere ai margini della società, segnati dal disonore e dall’isolamento. Un giovane samurai senza padrone vaga in un mondo rigido e gerarchico, combattendo non solo la perdita del proprio ruolo, ma anche i suoi demoni interiori. Smarrito e tormentato, intraprende un viaggio introspettivo alla ricerca di un’esistenza autentica, scegliendo infine un destino libero dagli schemi e dalle aspettative imposte dalla società.

Mugen Yahiro

Munedaiko Taiko Ensemble

Naomitsu Yahiro
Giulia Fabbri

Maria Virzì
Francesco D’Angelo
Francesco D’Angelo
Compagnia Munedaiko Taiko Ensemble

The Art of Taiko

La vibrazione è l’essenza della vita, il battito primordiale che risuona dentro ognuno di noi.

SINTASSI:
The Art of Taiko è un viaggio sonoro ed emozionale che porta il pubblico a immergersi nella potenza e nella profondità del tamburo giapponese.

Fin dall’antichità, il taiko è stato più di un semplice strumento musicale: il suo suono riecheggiava nelle cerimonie sacre, nei campi di battaglia e nei festival, con la convinzione che ogni colpo fosse in grado di scuotere non solo la terra, ma anche l’anima umana.
Nella mitologia giapponese, il dio del tuono batteva sul suo tamburo per scatenare fulmini e tempeste, simbolo della forza primordiale della natura. Allo stesso modo, il ritmo del taiko si fa eco del battito del cuore, connettendo chi ascolta a un’antica energia universale.

The Art of Taiko celebra questa tradizione attraverso una performance che fonde tecnica, potenza e profonda espressività. Il suono del tamburo diventa un linguaggio senza parole. Ogni colpo è un richiamo all’essenza della musica, nata proprio dalla percussione, la prima forma d’arte sonora dell’umanità.

Attraverso l’abilità e la passione dei fratelli Yahiro, The Art of Taiko è un invito a riscoprire il suono nella sua forma più pura e ancestrale: un’onda di energia che travolge, emoziona e connette.

CREDITI:

Mugen Yahiro

Mugen Yahiro
Naomitsu Yahiro
Tokinari Yahiro

Tokinari Yahiro

Naomitsu Yahiro

Maria Virzì
Francesco D’Angelo
Francesco D’Angelo
Compagnia Munedaiko Taiko Ensemble

Coproduzioni artistiche

Oltre agli spettacoli di produzione Munedaiko, offriamo progetti che fondono il taiko con altre arti, creando esperienze uniche:

"Il visibile dell'invisibile"

(Taiko e Live Painting)
Adrenalink e Munedaiko si fondono in un incontro di arte e sensazioni, dove il mondo invisibile della musica si manifesta, grazie alla pittura che diventa il riflesso visibile di un’energia primordiale.

SINTASSI:
In questa straordinaria fusione, la narrazione si sviluppa attorno alla figura di un viandante smarrito, prigioniero di un universo severo e gerarchico, che si confronta non solo con il peso del suo destino, ma con i propri demoni interiori.
Questi demoni, incatenati dalla vibrante potenza dei taiko, vengono resi visibili dalla sapiente mano degli Adrenalink che trasmutano il suono in immagine.

La performance diventa un rito catartico, dove ogni battito del tamburo si fonde con la visione artistica, generando un’esperienza sensoriale unica. Le onde sonore, invisibili eppure potent prendono forma concreta in un’opera d’arte che si rivela lentamente, donando al pubblico una testimonianza tangibile di un’intensa metamorfosi estetica e spirituale.

Alla fine dello spettacolo, l’invisibile diventa visibile, e ciò che era etereo e impalpabile si cristallizza in un’opera finale su carta, segno indelebile di una connessione tra suono, visione e anima.

CREDITI:

Adrenalink
Munedaiko

Mugen Yahiro
Naomitsu Yahiro
Tokinari Yahiro

Adrenalink (Massimiliano Freguja e Stefania Cagnin)

Tokinari Yahiro

Naomitsu Yahiro

Maria Virzì

Francesco D’Angelo
Francesco D’Angelo
Compagnia Munedaiko Taiko Ensemble

Metamorfosi

(Taiko e Teatro)

Nel progetto Metamorfosi, danzatori, musicisti e una voce recitante guideranno lo spettatore attraverso la scelta di una lingua teatrale e performativa che consenta di raccontare un mondo pirotecnico, cinetico, che fa della trasformazione, o meglio della trasfigurazione, la sua prima e fondante ragione d’essere.

SINTASSI:
Le Metamorfosi di Ovidio è un testo classico di straordinaria attualità, che esplora la natura instabile e illusoria della realtà. In questo mondo fluido, la definizione univoca di natura, vita e uomo è non solo antistorica, ma impossibile. L’essenza dell’umano si trova nell’ambiguo, nel non risolto e nell’ibrido, nella complessità stessa.
Ovidio crea un poema senza fine, dove le storie si intrecciano e si rinnovano in un flusso continuo, dando vita a una sorta di enciclopedia vivente delle favole antiche. Il suo tratto universale risiede nelle passioni e nelle sofferenze che attraversano gli esseri umani, rendendo le Metamorfosi un’opera che parla a tutte le epoche. È, prima di tutto, uno spettacolo di meraviglia.

La scelta di coinvolgere nel progetto Metamorfosi, un regista come Andrea Baracco, che fonda parte del suo percorso di studio e lavoro sulla riproposizione dei classici nel contemporaneo; dei Munedaiko, un ensemble che ha nelle percussioni l’origine della propria ricerca performativa e di una giovane attrice come Nina Pons, nasce proprio dall’esigenza di costituire una lingua teatrale che sia pertinente, specifica e originale.

Mugen Yahiro,
Naomitsu Yahiro,
Tokinari Yahiro

Nina Pons
Andrea Baracco
Stella Comunello
Maria Laura Rondanini
Cardellino srl in collaborazione con 
Munedaiko

Brother to Brother

(Taiko e Danza)

L’Etna ha l’aria della vecchiezza; il Fuji invece è l’immagine della gioventù, le sue linee suggeriscono il movimento, lo slancio. L’Etna è possente, ti fa pensare ad un gigante saggio, talvolta è terribile, ma anche allora sembra scuotere le sue catene con l’ineluttabilità misteriosa d’un destino notturno; il Fuji è agile, fiero come una spada, t’invita all’ardire… ll Fuji è anche vicino all’amore ed alla morte, a tutte le grandi follie; l’Etna invece è il tempo popolato di ombre senza fine … Fosco Maraini

SINTASSI:
I fratelli del titolo dell’ultima creazione di Roberto Zappalà sono il Fuji e l’Etna, i due vulcani per eccellenza della storia e dell’immaginario simbolico del mondo. Partendo da Lava Bubbles creazione del 2015 pensata per il progetto Nella città la danza, la nuova creazione pone l’attenzione in maniera forte e vigorosa sul rapporto tra la performance dei danzatori della compagnia e quella dei Munedaiko, musicisti consacrati alla pratica e valorizzazione del tamburo tradizionale giapponese “Taiko” (太 tai 鼓 ko: grande tamburo) dove la postura, il movimento e la concentrazione sono fondamentali. Così come i vulcani sono all’origine dell’attuale conformazione del pianeta, la percussione è all’origine dell’arte musicale e culturale creata dall’uomo, a partire dal ritmo del battito cardiaco. I tamburi provocano bolle di suoni, di ritmi che “scoppiano” nelle orecchie e nel cervello degli spettatori; ritmi che i danzatori seguono e provocano allo stesso tempo in un fluire incessante, un respiro comune che armonizza i corpi, con le civiltà di origine e con le civiltà tra di loro, con la speranza oggi sempre più auspicabile che, come dice Fosco Maraini, possiamo essere “imbevuti di quell’olio confuciano necessario a lubrificare le ruote della convivenza civile”.

Roberto Zappalà

Munedaiko
I danzatori della Compagnia Zappalà Danza
Munedaiko (Mugen Yahiro, Naomitsu Yahiro, Tokinari Yahiro)
Roberto Zappalà
Nello Calabrò

Scenario Pub.Bli.Co./Compagnia Zappalà Danza Centro di Rilevante Interesse Nazionale in collaborazione con Munedaiko

MiC Ministero della Cultura e Regione Siciliana Assessorato del Turismo dello Sport e dello Spettacolo

Vittorio Stasi

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